Casoni di Caorle

Casoni di Caorle

Casoni di Caorle

Casoni di Caorle

Casoni di Caorle è uno degli argomenti che Vittorio Emanuele Dalla Bella, Manu per gli amici, trattarà diffusamente nel blog AboutCaorle.com. L’idea è nata nei brumosi giorni di inizio gennaio, quando passeggiando per Falconera, ai margini della laguna occidentale, ho incontrato Manu, appassionato cultore delle tradizioni locali, che mi ha proposto di scrivere qualcosa sull’arte di costruire i casoni di Caorle.

Casoni di Caorle

I Casoni di Caorle sono delle costruzioni tipiche lagunari strettamente imparentate con le palafitte, vista la loro particolare caratteristica e ambientazione. La loro diffusione è concentrata soprattutto nel Veneto e nel Friuli Venezia Giulia, regioni che vantano nei loro entroterra vaste lagune e zone paludose.
L’utilità di queste costruzioni è legata per lo più alla pesca, visto che oltre a servire da magazzini per reti ed attrezzature, spesso sono usate anche come giacigli.

Ma come si costruisce un Casone?
Costruirlo non è per niente semplice, anche perché, almeno nelle nostre zone, le persone capaci a imbastire queste abitazioni sono rimaste poche. Tra queste c’è la famiglia Dalla Bella, presente nelle lagune di Caorle da svariate centinaia di anni e tuttora proprietaria di un Casone in zona Terzo Bacino (canale dei Lovi).

Scegliere dove costruire i casoni di Caorle non è semplice. Per prima cosa si deve trovare la zona più adatta da dove poter spostarsi per praticare le svariate tecniche di pesca che si adottano in laguna. Quindi si va alla ricerca di una posizione abbastanza alta sul livello dell’acqua alzandola ulteriormente con del fango (sòpa)* così da mettersi al riparo da eventuali alte maree.

Una volta preparata l’area si comincia a palificare. Ci sono due tipi di costruzione e due metodi di posatura della canna palustre. Il metodo alla “Maranese” e quello alla “Caorlotta”.

Metodo alla Maranese

I casoni di Caorle

I casoni di Caorle

Con il metodo alla Maranese si va a costruire la base della costruzione, che può essere ovale o rettangolare, in pietra (solitamente nel passato venivano usati mattoni di vecchie case coloniche) o anche in canna. Dalla muratura, alta circa 1,50 mt, partono le travi che andranno a formare un trapezio. La distanza tra una trave e l’altra deve essere di circa mt 1,00/1,20. Le travi saranno inoltre tenute unite da delle traversine che oltre a servire per la posatura della canna, daranno ulteriore rinforzo alla struttura.

Metodo alla Caorlotta

Casoni di Caorle

casone alla caorlotta

Il Casone alla Caorlotta ha la stessa forma trapezoidale, con le travi che partono direttamente dal terreno fino alla loro congiunzione nel punto più alto. Come detto in precedenza, la posatura della canna può essere effettuata in due modi: a Paletta o a Balzi. Per il metodo a paletta la canna viene posata con il pennacchio verso l’alto che una volta legata viene battuta e pressata tanto da formare una massa talmente solida che potrebbe durare anche decine di anni.

Il metodo a balzi consiste nel posare la canna con il pennacchio rivolto verso il basso. Questa posatura, al contrario dell’altra, ha bisogno di una manutenzione più frequente. Infatti ogni 4/5 anni va fatta una posatura leggera  (sbrisadea)* affinché l’umidità non penetri all’interno della canna stessa e di rimpetto all’interno del Casone.

Un Casone di media grandezza necessita di circa cinque corsi (giri) per completarlo. Il camino in queste costruzioni quasi non esiste; il fumo esce dalla parte alta dove lo strato di canna palustre e meno spesso.

Spero di essere stato abbastanza esaudiente ed avervi fatto capire come si costruiscono i Casoni.

Casoni di Caorle

Manu dalla Bella al lavoro!

Oh! Scusatemi, ma vi devo lasciare. Mio fratello Gianfranco Dalla Bella assieme a mio padre Giovanni mi stanno aspettando per costruirne uno. A presto!

Casoni di Caorle

di Vittorio Emanuele dalla Bella

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