Il Natale a Caorle nelle famiglie di pescatori

Casoni - Laguna di Caorle

I casoni della laguna di Caorle

Vorremmo raccontare come si trascorreva il Natale a Caorle nelle famiglie di pescatori, al tempo in cui si viveva ancora nei Casoni. Sembrano tempi lontanissimi, che non ci appartengono in alcun modo, eppure vi sono ancora in vita testimoni, come Giovanni Dalla Bella, nato nel 1934,
Abbiamo scelto di narrare quei tempi sotto forma di godevole intervista.

Int – Caro Giovanni, prima di tutto posso sapere la tua età?

G.D.B. – Sono nato nel 1934, quindi a breve, visto che gli anni li compio il 9 gennaio ne avrò ottanta.

Int – Visto che ormai sarai in pensione, posso chiederti quale è stata in tutti questi anni la tua attività lavorativa?

G.D.B. – Ho sempre fatto il pescatore, da quando ero un adolescente fino a pochi anni fa.

Int – Ed ora cosa fai? Ti godi la pensione o fai qualcos’altro?

G.D.B. – Beh, la pesca non la pratico più, ma comunque vado quasi tutti i giorni al nostro Casone che si trova al Terzo Bacino a fare compagnia a mio figlio Gianfranco che invece l’attività la pratica ancora, a volte in mare ed a volte in laguna.

Int – A proposito di Casoni e laguna; visto che siamo in clima natalizio, puoi raccontarmi come si trascorreva e  cosa si mangiava nel periodo delle feste nelle famiglie di pescatori?

G.D.B. – Ho dei buoni ricordi. Natale era sempre una grande festa. Erano anni dove la fame faceva da padrona, specialmente durante la seconda guerra mondiale, ma come ai contadini non mancava la carne, a noi non mancava il pesce.

Int – Sappiamo bene che per tradizione, almeno nelle località di mare, alla vigilia solitamente si mangia proprio il pesce. Era così anche per voi?

G.D.B. – Certo che sì. Ricordo che a mezzogiorno mangiavamo un po’ di mostarda e poco altro, ma alla sera si cucinava pesce alla griglia e anguilla allo spiedo.

Int – come sarebbe allo spiedo?

G.D.B. – Si tagliava l’anguilla in piccoli pezzi e si infilava in uno spiedo di legno che veniva messo vicino al fuoco con pochissime braci. Dopo una cottura che poteva variare in base alla grossezza dell’anguilla (dalle 3 alle 4 ore) ci si metteva a tavola.

Int – Oltre alle anguille, c’era anche dell’altro pesce?

G.D.B.– Branzini, passare, boseghe e volpine completavano la tavola.

Int – E’ una tradizione che continua o con il passare degli anni è andata scomparendo?

G.D.B. – Continua grazie ai miei figli. La vigilia di Natale per noi pescatori ha sempre avuto grande importanza e l’avrà sempre.

Int – Grazie Giovanni per questo tuo breve ma interessante racconto sulle tradizioni Caorlotte. Spero inviterai anche me ad assaggiarla?

G.D.B. – Certo che ti invito, ma a cucinarla però, tanto toccherà a te.

Int – Grazie papà. Non avevo dubbi.

Casoni - Caorle

Interno di un Casone di Caorle

Intervista fatta da V. Emanuele Dalla Bella
Romanziere caorlotto, autore di due romanzi:
“Il porta sigarette d’argento”
“Sommergibile da Vinci, Missione finale”

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